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Schede di Coltivazione.

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Come fare i semi del pomodoro
E' il periodo della raccolta dei ns. pomodori ed è quindi giunto il momento  per noi seed savers di fare, prima delle salse,  i semi da scambiare poi tra di noi.
Trovate tutte le istruzioni sul manuale per la salvaguardia dei semi (chi non ce l'ha e lo vuole me lo faccia sapere, costa solo 5 euro per chi è socio), ma dopo anni di esperienza vi spiego come  faccio. 
Selezionati i migliori pomodori (e qui si aprirebbe un mondo, ma ne riparleremo in un'altra occasione) belli e maturi, prendo da una varietà il succo e  semi che spremo  in una vaschetta di vetro (tipo quelle da macedonia) sotto alla quale avrò messo un etichetta adesiva col nome del pomodoro(questo perché se si fanno più varietà durante lo stesso giorno è necessario distinguerle). Se il pomodoro ha pochissimo succo aggiungo un po' d'acqua, giusto quanto serve perché i semi galleggino.
Lascio il succo fermo 2 giorni (o max 3 se la temperatura è scesa, ad es. durante giornate piovose o  temporali) in luogo riparato (ad es.  in cucina) e si vedrà che inizia a formarsi una patina bianca di muffa sulla superficie del succo (purtroppo si sviluppa anche un odore sgradevole, ma è lo scotto a pagare x salvare la biodiversità!)
Passati i 2-3 giorni sposto allora il succo in una vaschetta di vetro più capiente dove aggiungo pian piano dell'acqua: a galla verranno i vari pezzetti di polpa che lentamente farò uscire con l'acqua badando a non farmi scappare anche  i semi. Questa operazione va fatta più volte, aggiungendo ogni volta acqua pulita finchè resterà nella vaschetta solo acqua pulita e sul fondo i semi. 
Ottenuto ciò scolare i semi in un colino e capovolgerlo con decisione su un canovaccio pulito in modo che questo assorba tutta l'acqua che i semi possono ancora avere. 
Dopodichè  sposteremo i semi con un cucchiaio su un pezzo di carta da forno cercando di distanziarli bene in modo che si asciughino. Sul foglio di carta avremo applicato un'etichetta col loro nome e anno, punzonata con la cucitrice al foglio stesso x sicurezza. I fogli con i semi devono essere messi all'ombra (ad es. su una credenza o su un tavolo, dedicati allo scopo,  in una stanza dove non possano venire colpi di corrente d'aria improvvisa a spostarli, rischiando di mescolare i semi) e vanno "dimenticati "anche per 1 mese o più,  fin quando cmq  saranno SUPER SUPER SECCHI e ASCIUTTI. 
Quando i semi di un foglio saranno secchi, prenderli e "sfregolarli"  fra le dita per separarli (perché avranno fatto corpo unico) e quindi metterli  in bustine di carta, meglio se  oleata (tipo le bustine per le marche da bollo) dove si scriverà il nome della varietà, l'anno, da chi li si ha avuti. Questo va scritto sulla bustina stessa, se di carta e invece su un'etichetta, sempre però punzonata con la cucitrice, nel caso in cui  la bustina sia di carta  oleata.
Tutte le bustine così preparate vanno ben chiuse (punzonarle con la cucitrice o metterci uno scotch)e poi messe in una scatola di latta (meglio se una per ogni anno)  a prova di topo!
Una raccomandazione: tutti gli arnesi utilizzati nelle suddette operazioni devono, ad ogni cambio di varietà, essere puliti e controllati che non trattengano ancora qualche semino: dobbiamo essere sicuri ad es. che nel canovaccio non rimangano semi della lavorazione precedente. Questo infatti può essere uno dei motivi  di mescolanza che fanno sì che poi quando si semina  una certa varietà si abbia poi la sorpresa di avere qualche  pianta di altro tipo.
Sarebbe cosa buona e giusta  tenere un diario in cui per ogni varietà si scrivono tutti i passaggi: storia del seme, età, chi ce lo ha dato, data della semina, del trapianto, cure effettuate, malattie riscontrate, foto (o disegno)della pianta, foto (o disegno) del frutto,  descrizione della quantità ottenuta, del sapore del frutto crudo,  della salsa ottenuta, ecc..
Questo lavoro di registro (che si dovrebbe fare ovviamente  per tutti gli ortaggi, per lo meno quelli più importanti che stiamo salvando nel ns. orto ) vogliamo diventi pian piano la norma e i lavori di tutti noi potrebbero poi confluire sul blog arricchendolo di informazioni preziose.
Allora…..buon lavoro a tutti!
Cristina Boccanegra
 
 
Il pomodoro della mamma Amelia  
-Provenienza: Moimacco(Ud)
-Età: varietà antica (più di 50 anni) da insalata
 
Ho ricevuto i semi di questo pomodoro nell'autunno dello scorso anno, da una signora venuta in visita al mio orto didattico ad Aquileia. Il pomodoro è stato coltivato da una vita da sua mamma Amelia. Ecco quanto mi ha riferito:
"La mamma Amelia (classe 1928 - Onelia per gli amici) si è sempre dedicata all'orto di famiglia. Nell'orto,  oltre ai vari ortaggi,  erano sempre presenti i pomodori, che venivano utilizzati per preparare gustosi piatti o per preparare la salsa.
Un giorno (non ricordiamo la data) la mamma era rientrata a casa dicendoci che una sua anziana insegnante le aveva fatto un regalo importante: "vecchi semi di pomodoro", che provenivano dal suo piccolo orto.  Da quella data la mamma ha sempre mantenuto la "semenza" coltivando le piante  in modo ecologico. 
I pomodori sono piuttosto grandi,  con una forma irregolare, a maturazione si presentano rossi, carnosi, con pochi semi, ideali per essere mangiati crudi,  grazie al loro sapore,  o utilizzati per preparare la salsa."  
Ho seminato qualche giorno fa questi semi e quindi ancora non so quale sarà il risultato. Spero vada tutto bene. Vi aggiornerò sugli sviluppi delle piante e su prodotto che da quanto descritto dovrebbe essere super!
4 marzo 2015  Cristina Boccanegra
 
 Insalate dal crîc” 
-Provenienza: Romans d'Isonzo (Go)
-Età: 73 anni

Questa interessante e probabilmente rara insalata mi è stata donata da una signora di nome Gilda di Romans d'Isonzo. In un gelido sabato di inizio febbraio 2015 l'ho trovata al lavoro nel suo orto: con il nipote toglieva le piante di pomodoro dell'anno precedente. La signora Gilda classe 1929 mi ha confidato che lei la coltiva nel suo orto dal '42. Si ricorda esattamente l'anno perché è quello del suo trasferimento dalla provincia di Treviso. L'ha ricevuta dal padre che la coltivava probabilmente da sempre. Si semina sia in primavera per l'estate che in autunno per la primavera successiva, si fanno strette e lunghe file e la si dirada; quella seminata in autunno resiste molto bene anche se non protetta dal nylon, lei la copre con la rete, solo una piccola parte con il nylon per averne un po' prima. Forma dei bei cespi “come verze” dice lei, di un tenero color verde con striature rosse più accentuante in quella “invernale”.

Lì 17 marzo 2015, Loris Fontana.

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